FAVISMO
I termini della questione
Si pone sotto nuova luce l’approccio alla problematica del favismo, una patologia genetica ereditaria caratterizzata dalla carenza di un enzima del sangue, il G-6-PD, che provoca un’improvvisa distruzione dei globuli rossi, con conseguente comparsa di anemia emolitica. A tutela dei soggetti affetti da favismo, diversi Comuni, tra cui quello di Riposto, hanno provveduto, su indicazione dell’AUSL e dei medici curanti, a emettere ordinanze di divieto di coltivazione di fave e piselli nelle aree circostanti le abitazioni dei fabici.
Nel 2008, il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, dopo aver consultato la Commissione Unica per la Dietetica e Nutrizione, ha pubblicato la nota n. 21563-P-16/07/2008 nella quale concludeva che “gli elementi acquisiti relativi alla valutazione del rischio non depongono a favore della proporzionalità di misure volte a vietare la coltivazione di fave, piselli o fagiolini nelle vicinanze dell'abitazione di soggetti affetti dal deficit sopraccitato”.
Sulla base di questa nota i Comuni di Fano e di Pesaro hanno revocato le ordinanze, emesse precedentemente, a tutela dei soggetti affetti da favismo. Il Comune di Riposto, secondo il principio di precauzione, ha ritenuto opportuno acquisire un parere specifico dal Ministero, che tenesse conto di tutte le informazioni mediche utili del soggetto affetto da favismo. Il Ministero, con nota prot. n. 21974-P-24/07/2009, ha risposto confermando la validità di quanto già espresso nella nota del 2008.
- Parere del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali
- Ordinanza del Sindaco n. 104 del 15/09/2009